Investigazioni: è meglio usare una microspia o un microregistratore?

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Da un analisi sulle preferenze di utilizzo dei nostri sistemi di sorveglianza audio da parte di investigatori e operatori di sicurezza è saltato fuori un marcato interesse nei confronti di un registratore vocale rispetto a una microspia. Insomma sembrerebbe quasi che le microspie, a radiofrequenza o GSM che siano, abbiano una marcia in meno rispetto ai micro registratori. Oppure che una cimice ambientale debba per forza essere relegata a poche e specifiche esigenze investigative. Ma è proprio così? Vediamo di seguito quali sono i vantaggi di entrambi i dispositivi con lo scopo di fare maggiore chiarezza sulle scelte da adottare nelle vostre indagini.

Le indiscutibili qualità applicative di una microspia

Quando parliamo di microspie, la prima domanda che ci viene in mente è: come la devo alimentare? In effetti uno dei problemi immediatamente riscontrabili nell’utilizzo di una microspia è il sistema di alimentazione, specie se il dispositivo in questione è soggetta a periodi lunghi di monitoraggio. Non sempre è infatti possibile recuperare il trasmettitore per il cambio delle batterie. Ovviamente, la cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di alimentare la cimice direttamente da rete elettrica, in modo da non doversene più preoccupare per il tempo necessario alle operazioni. Ma vediamo subito quali sono i vantaggi di una microspia audio. Beh, innanzitutto l’immediatezza del risultato, ovvero la capacità di ottenere informazioni in real time in ambito di intercettazione ambientale. Così come anche la miniaturizzazione dei circuiti o l’abbattimento dei limiti di distanza, nel caso si tratti di una microspia GSM funzionante su rete mobile.

L’incredibile versatilità di funzionamento di un microregistratore

Passiamo ora ad analizzare i vantaggi funzionali e applicativi di un micro registratore. L’utilizzo principale di un registratore vocale per uso investigativo è, come sappiamo, quello della raccolta delle prove da utilizzare in ambito difensivo. Ma questo non è il solo motivo per cui viene così frequentemente adoperato: pensate per esempio alla sua facilità di occultamento, alla possibilità di avviare registrazioni autonome ad attivazione vocale o a calendario, oppure ai consumi ridottissimi della batteria. Alcuni microregistratori possono essere difatti collegati a batterie che ne permettono l’autonomia anche fino a 45 giorni!

Bene, come avete visto, da questo breve excursus viene fuori un quadro quantomeno variegato dei due tipi di apparecchiature. Anche se in effetti l’ago della bilancia dei vantaggi sembrerebbe pendere più dalla parte dei dispositivi di registrazione. E allora come comportarsi? Vale ancora la pena avvalersi di una microspia radio o di una cimice GSM? Certo che sì! Come i professionisti dell’investigazione affezionati al nostro blog già sapranno, una microspia ha un valore intrinseco sostanzialmente diverso da quello di un microregistratore. In tal caso non possiamo fare altro che ribadire: se il vostro intento è quello di avviare indagini immediate, oppure vi trovate a chilometri di distanza dal vostro target di monitoraggio, beh, una microspia GSM è il dispositivo che fa decisamente al caso vostro!

Infine, per chi sta cercando un sistema dotato sia di microspia sia di registratore, segnaliamo questo kit che garantisce l’uso di entrambe le funzioni  in un unico dispositivo.

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